LA STORIA

 

Laura inizia a studiare musica seriamente dopo la maturità magistrale.Prima di questo, è autodidatta con chitarra e voce, e improvvisa concertini per gli amici.
I fratelli, più grandi, suonano a livello amatoriale, formando complessi giovanili di musica rock che si esibiscono in vari concerti. 

Nella sua casa familiare è sempre presente un pianoforte, quando non piccole sale di incisione o di ascolto. 
I fratelli si incontrano spesso in casa con i musicisti, e Laura, ancora bambina, assiste spesso a jam session notturne. 

Una notte si recano nella sua casa, dopo lo spettacolo, Gino Paoli e l’intero suo complesso musicale, e lì rimangono a lungo mangiando e chiacchierando con i fratelli. 
Questa visita le rimane molto impressa, soprattutto per il calore e la passione che Laura avverte nel lavoro di queste persone, che evidentemente amavano ciò che facevano, e inoltre si divertivano, si coinvolgevano.

Tutte queste impressioni la portano verso la musica, anche se la sua vera passione, nutrita fin da piccola come precoce lettrice, rimane la filosofia e la favola.

 “Così parlo Zarathustra” di F. Nietzsche, così come “Le baccanti” di Euripide, così come un libro di favole classiche, rimangono a lungo sul suo comodino di fianco alla novità dei libri di musica. 
La filosofia si accompagna sempre alla favola e al mito, come se Cenerentola, Ulisse e Platone fossero idealmente uniti da qualcosa a cui non sa dare nome, ma che la incuriosisce e la affascina.

 

Dopo aver imparato come autodidatta a suonare la chitarra per accompagnare il canto, strumento utilizzato con i fratelli fin da piccola con cori improvvisati a più voci, Laura decide, dopo il diploma magistrale, di iniziare lo studio del pianoforte.

Si iscrive ad una scuola privata, e la grande facilità con cui questo studio ha inizio e prosegue, il sostegno dei maestri che la preparano la spinge a proseguire lo studio del pianoforte, nonostante l’inizio in un’età non adeguata, fino al settimo anno.

 

Consegue il Compimento Inferiore di Pianoforte Principale (quinto anno) come privatista presso il Conservatorio di MantovaNello stesso conservatorio, anni dopo, consegue il terzo anno di Canto Lirico
Anche lo studio e l’approfondimento del canto infatti fa parte della sua formazione e ricerca nell’ambito della musica. 
Partecipa inoltre a corsi, seminari e convegni di Musicoterapia, quando ancora la musicoterapica in Italia è ai suoi albori. 
Si interessa alle nuove metodologie di educazione musicale, quali il metodo Orff e il Kodaly, che in Italia è portato da Roberto Goitre. 
In particolare si interessa alla pedagogia musicale di E. Willems, e alla sua suddivisione della musica e dell’uomo in quattro dimensioni principali.

Inizia presto a insegnare musica, anche proponendo progetti sperimentali spesso associati ad altre discipline, quali il teatro o la danza.Propone progetti di questo tipo in varie situazioni, sempre sperimentando la possibilità espressive e soprattutto relazionale della musica e del teatro
Per esempio mette in scena una commedia da lei stessa scritta presso un centro per disabili, dirige un coro all’interno di un servizio psichiatrico etc. 

Insegna nella scuola elementare, tenendo anche un corso di aggiornamento per insegnanti. 
Insegna pianoforte, teoria e musica d’insieme presso corsi di orientamento comunali. 
Ha anche qualche esperienza di insegnamento nella scuola media.

Ma tutti i suoi progetti, i suoi studi e le sue esperienze si muovono sempre nella stessa direzione: la ricerca della musica come linguaggio comune, accessibile a tutti e veicolo insuperato di educazione globale. 

Il sogno nel cassetto è quello di riportare l’educazione musicale ai bagliori e all’importanza che rivestiva nell’antica Grecia. "ll termine musica deriva da Muse (figure della mitologia Greca e Romana); non stava ad indicare una particolare arte ma tutte le arti che esse erano in grado di concitare, ed era intesa come qualcosa di "perfetto" e "bello". Nell'antica  Grecia Platone affermò che come la ginnastica serviva ad irrobustire il corpo, la musica doveva servire ad arricchire l'animo, ritenendo che avesse una funzione educativa, come la matematica" (Da www.lavocedellascuola.it)

La ricerca di Laura si orienta quindi non tanto sulla valenza artistica della musica, ampiamente riconosciuta, ma su quella pedagogica che è invece nella nostra epoca fortemente sottovalutata.

 

Sempre perseguendo questo obiettivo si specializza nella rieducazione dello stonato, attraverso una formazione personale e sperimentale non trovando materiale in proposito. Laura è infatti convinta che la stonatura sia dovuta soltanto a diseducazione musicale e non a una tara irrimediabile. 
Le ricerche scientifiche che prendono piedi in quegli anni lo dimostreranno ampiamente.

Su questa linea guida fonda il gruppo vocale Chansongs, che ha nei suoi presupposti questa caratteristica: gruppo senza preselezione, aperto anche agli stonati. 
Sceglie per questo coro un repertorio di musica particolare, che avvicnerà allo stesso decine di giovani: canzoni di musica leggera. 
Gli Chansogns eseguono Battisti, Vasco, Beatles, Zucchero, in arraggiamenti corali a più voci di cui Laura si scopre valente autrice.

 

Dal coro Chansongs nasce il sestetto vocale femminile Aristogatte”.
Infatti Laura nutre grande passione per i classici Disney, riconoscendosi nella ricerca che W. Disney fa e mette in atto attraverso l’animazione, e ama molto le colonne sonore dei suoi classici. 

Gli arrangiamenti corali di Laura sui brani Disney sono particolarmente apprezzati, poichè non modificano l'andamento melodico ma al contrario lo esaltano.Numerose sono le esibizioni e i riconoscimenti delle Aristogatte.

La sua componente artistica si sviluppa attraverso la scrittura di canzoni, nel testo, nella musica e nell'arrangiamento strumentale e corale.

Scrive un metodo di educazione musicale per la scuola elementare dal titolo “Omaggio agli stonati”, che affronta i vari argomenti dell’educazione musicale attraverso divertenti canzoni in rima baciata.

Diventa cantautrice proponendo un particolare genere di canzoni, la “Poesia musicata”, dove la cura delle parole e la loro armonia, assume la stessa importanza della bellezza della musica. 

Vince il premio “Miglior testo” ad un concorso intitolato ad Augusto Daolio.
Partecipa un paio di volte al concorso Musicultura di Recanati, e i giudizi della giuria, che offre un parere scritto a tutti i partecipanti anche non vincitori, è sempre molto lusinghiero in particolar modo riguardo ai testi. 

Scrive uno spettacolo, anch'esso composto di canzoni, che ironizza sul ruolo della medicina ufficiale, dal titolo "Effetto collaterale".

Scrive anche racconti. 
Il lungo viaggio del signor Odrocirparla  della triplice dimensione dell’uomo, istintiva emozionale razionale, e della necessità di colloquio e di equilibrio fra queste tre parti.

Il suo spettacolo più impegnativo è certamente “L’altra di me”, spettacolo di cui Laura firma testi, musiche, arrangiamenti e regia, e di cui è anche protagonista insieme a Cinzia Gazzotti Di Romano. 
”L’altra di me”, che produce diverse repliche a Modena, Ferrara, Rovigo, è una favola accompagnata da una colonna sonora dal vivo in cui gli eventi si snodano non solo sul palco ma in mezzo al pubblico.

Nel 1996 incontra Enrique Vargas, regista e antropologo inventore della“Drammaturgia dei sensi”. 
Partecipa dapprima a un seminar condotto da Vargas stesso e viene successivamente assunta come attrice – abitante e curatore dei suoni dell’allestimento modenese di “Oracoli” 
(ottobre – dicembre 1997).

 

Grazie a questa esperienza Laura trova nuove possibilità artistiche ed espressive, fino a trasporre il mondo “sensoriale” dei labirinti ai bambini, attraverso corsi e allestimenti tenuti dai bambini stessi, che vedono però la appassionata partecipazione agli di spettacoli di un pubblico adulto.
Lo spettacolo "Bambini si diventa" recita così: "Sconsigliato ai paurosi a ai deboli di cuore".


Ma tutte le sue esperienze, i suoi studi, le sue creazioni artistiche non trovano un terreno comune di manifestazione, come fossero tante perle di una stessa collana disseminate in un cassetto. Laura ne cerca da sempre il filo
conduttore.

Un giorno, durante la programmazione di Oracoli, una signora di nome Katia si reca in teatro per invitare a casa sua la compagnia teatrale accompagnata da Enrique Vargas. 
Un signore di Assisi, tal Patrizio Paoletti desidera incontrare Vargas e gli attori.
Il signor Paoletti ha portato a “Oracoli” decine e decine di persone che seguono da tempo i suoi studi e le sue ricerche.

Vargas e alcuni attori decidono di recarsi a casa di Katia dopo lo spettacolo.

Questa serata rappresenta una svolta nella vita di Laura. 
La conoscenza con il sig. Paoletti e il sistema di idee da lui proposto viene da Laura approfondita negli anni. 
Dapprima questo avviene attraverso la collaborazione con alcune persone che da tempo seguono le attività di Paoletti, che sono Katia Braglia e il pittore Massimo Pedrazzi (labirinti sensoriali di musica e pittura), a cui si aggiunge presto l’ostetrica Maria Rita Cassiani (ricerche musicoterapiche e sensoriali nell’ambito della vita pre natale).
Successivamente Laura partecipa ai seminar tenuti dal signor Paoletti stesso (Rendi la Tua vita Straordinaria, Crea il tuo Destino) e a corsi e incontri di vario tipo. 

Il signor Paoletti promuove una Pedagogia Sperimentale, la Pedagogia per il Terzo MillennioLaura si avvicina con grande interesse a questa pedagogia, e ne approfondisce negli anni lo studio e la sperimentazione. Partecipa al primo corso base di Pedagogia per il Terzo Millennio, di cento ore, che si svolge ad Assisi nel 2004-05.

Questa pedagogia funziona da collante e da filo conduttore di tutti gli studi, le esperienze e le creazioni di Laura. 
E’ grazie ad essa che può finalmente riordinare una vita di ricerca e di lavoro in “pochi dati ben organizzati”, che diventano le fondamenta di tutto il suo lavoro. 
Quattro regni per una regina” sono la struttura di base non solo della sua didattica musicale ma anche delle sue creazioni artistiche.

L’educazione dei bambini e l’incontro fra i popoli rimangono stabilmente i suoi obiettivi di sempre. 

La Pedagogia per il Terzo Millennio veste questo obiettivo di concretezza e contemporaneamente di poesia e di “magia”, come se le cose che funzionano davvero abbiano la necessità di essere a due facce, di contenere l’una e l’altra cosa. 

Un bambino deve potersi abbandonare al sogno di essere un cavaliere che sconfigge i draghi, una principessa pronta a essere regina, e contemporaneamente deve sapere che è necessaria disciplina, impegno e dedizione. 
Mai soltanto perduto nei reami del sogno, mai solo ancorato ai dettami della realtà. 
E’ in questo difficile e pericoloso equilibrio che i bimbi stanno tranquillamente, come abili equilibristi sul filo. 
Grazie a una lunga frequentazione orientata con i bambini Laura ha potuto crescere.

Ai bambini e al sig. Paoletti un grande e sentito ringraziamento.