
"...dove la mano conosce ciò che la mente non sa.."
cos'è l'Arte Sensoriale
Il nome ARTE SENSORIALE è stato coniato per definire una particolare forma di teatro che vede la fusione delle arti, l'utilizzo direzionato dei sensi e la partecipazione attiva del pubblico all’interno di un breve percorso individuale (Esperienze di sogno) , o di un lungo laboratorio collettivo (Nascita).
Preparazione
Nell’ottobre 2006 Laura viene selezionata da Ert per partecipare a un curioso e poco comprensibile seminar tenuto da un regista colombiano, Enrique Vargas, che portava in Italia una forma teatrale sperimentale e ancora sconosciuta, la drammaturgia dei sensi.
Laura partecipa a questo straordinario lavoro, e viene successivamente selezionata per partecipare come attrice – abitante nella tournee modenese di Oracoli, uno degli spettacoli principe di Vargas.
Nascita
L’Arte Sensoriale nasce dapprima da desiderio di Laura di trasportare il lavoro fatto
con Enrique Vargas, inventore del teatro de los sentidos, al mondo dei
bambini;successivamente dall’incontro con un pittore, Massimo Pedrazzi, con un’imprenditrice che si è dedicata a questa ricerca e sperimentazione, Katia Braglia, e con un’osterica, Maria Rita Cassiani, da sempre interessata agli studi sui linguaggi prenatali.
Da queste collaborazioni sono nati spettacoli, incontri e corsi.
Altre persone si sono aggiunte nel corso di questa lunga esperienza artistica e pedagogica, partecipando come attori e collaboratori .
Infine l’Arte Sensoriale approda a una collaborazione con la Fondazione Patrizio Paoletti, che sostiene e condivide le modalità di approccio e di comunicazione dell’Arte Sensoriale.
Attraverso una serie di sperimentazioni sul recupero dei linguaggi prenatali e lo stato di verginità che ne consegue, si approda a NASCITA, laboratorio di Arte Sensoriale della durata di otto ore per un gruppo di 15 persone, dapprima solo donne, poi coppie.
Arte Sensoriale con i bambini
Il principe bianco
Esperienze di sogno
Il quadro in - cantato
Arte sensoriale: sperimentazioni varie
Mi fido o non mi fido?
Fondazione Patrizio Paoletti